Un mareografo (tide gauge, in inglese) misura la variazione del livello del mare nel tempo
rispetto ad un riferimento fisso, ancorato sulla terraferma.
Il riferimento (posto sul molo di un porto, su un palo di sostegno, ...) può essere
geo-referenziato (tramite GPS) per ottenere la misura assoluta del livello del mare.
Il livello del mare non è costante nel tempo.
Le cause di queste variazioni sono dovute a vari effetti tra loro combinati.
I principali sono dovuti a:
L'Osservatorio Vesuviano (Sezione di Napoli dell'INGV) ha installato le prime
stazioni mareografiche, nel Golfo di Pozzuoli, a seguito della crisi bradisismica 1969-1974:
4 stazioni, e quella di riferimento nel porto di Napoli. Erano le prime misure di deformazione
eseguite in continuo (in alternativa occorreva, altrimenti, eseguire dispendiose campagne
periodiche di livellazione).
La metodologia di analisi dei dati mareografici è molto semplice e affidabile:
per ciascuna stazione mareografica si effettua la media aritmetica su una finestra temporale di
24 ore (giornaliera, dalle ore 00:00 alle 23:59:30) con attribuzione del valore medio alle ore 12:00.
Preliminarmente si verifica se il numero delle registrazioni rilevate (una ogni minuto)
nelle 24 ore è significativo, nonché coincidente per la stazione considerata (una di quelle
presenti nel Golfo di Pozzuoli) e quella di riferimento.
Successivamente, si calcola la differenza tra il valore medio del livello del mare registrato alla
stazione di Napoli e quello di ogni altra stazione.
Questa è la differenza del livello del mare (ovvero della deformazione verticale del suolo)
rispetto a Napoli, con un dato (punto di misura) ogni 24 ore.
Un esempio dei risultati ottenuti da questo tipo di analisi è mostrato nella figura seguente:
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La rotazione della puleggia, indotta dal
movimento del sistema galleggiante-contrappeso (vincolati
da un'opportuna catena inestensibile),
consente la misura della variazione del livello del mare. Essa viene ricavata dalla lettura
digitale (soppiantando quella che una volta veniva fatta mediante un sistema di scrittura
a pennino su rullo di carta) dell'angolo di rotazione misurato da uno Shaft-Encoder
rigidamente connesso alla puleggia (di fatto, la puleggia stessa costituisce lo Shaft-Encoder).
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Il metodo di misura tradizionale con sistema galleggiante-puleggia-contrappeso, è oggi sostituito con sistemi digitali che effettuano misure di distanza (per esempio dal piano della puleggia alla superficie del mare) tramite la misura del tempo di volo, andata e ritorno, di pacchetti di onde acustiche o radar, oppure da misure di pressione idrostatica effettuate con un sensore ancorato ad un supporto sul fondale marino. In oceano, invece, si utilizza l'altimetria da satellite. |